El VeroneseIl dialetto veronese (dialèto veronese) è un dialetto della lingua veneta, appartenente al gruppo gallo-italico della branca galloromanza, parlato nella provincia di Verona. La parlata si diversifica tra le diverse zone del territorio, in particolare nei paesi confinanti con altre province (Vicenza, Padova, Rovigo, Trento, Mantova e Brescia).
Deriva dal latino volgare, che si presume fu a sua volta influenzato dal venetico, lingua indoeuropea, parlata dai popoli che dal VI secolo a.C. si insediarono nella regione.
Nel corso del tempo, grazie a diversi poeti e scrittori, il veronese ha subito una "codificazione" a livello scritto, prima era solo tramandato oralmente dai genitori ai figli.
Diffusione e variantiNel territorio della provincia di Verona il dialetto presenta varie sfumature lessicali e fontiche da una zona all'altra. Possiamo quindi riassumere con questo schema le varianti dialettali:
* veronese puro, parlato ovviamente nella città di Verona, e si estende fino a circa Sona (ad ovest) e Caldiero (ad est). Soprattutto andando verso Nord, dove troviamo Illasi, Tregnago, Badia. Qui si parla il puro dialetto veronese.
* le cosiddette parlade del lago con influssi trentini, parlate circa da Torri del Benaco a Malcesine
* le parlade del lago con influssi bresciani, parlate circa da Garda a Peschiera del Garda
* veronese del Baldo e della Val d'Adige, parlato circa da Brentino Belluno a Caprino Veronese
* valpolicellese, parlato nella zona della Valpolicella, ovvero attorno Negrar
* lessinico, parlato circa da Sant'Anna d'Alfaedo a San Giovanni Ilarione
* veronese orientale, ovverno attorno alla zona di San Bonifacio, con forti influssi vicentini, oppure padovani in alcuni paesi
* villafranchese, parlato nella zona attorno a Villafranca
* veronese con influssi mantovani, parlato circa da Valeggio sul Mincio a Gazzo Veronese
* veronese della Bassa, parlato circa da Nogara a Castagnaro
In alcuni dialetti della provincia di Vicenza o di Padova, parlati in comuni confinanti con quelli di Verona, quali Lonigo o Montagnana si rintracciano forti legami col veronese. Lo stesso avviene ad esempio nella Bassa Mantovana nei comuni di Villimpenta o Castel d'Ario o nell'Alto Rodigino, in primis a Villa d'Adige e Badia Polesine, dove la parlata non si discosta eccessivamente da quella veronese.
CaratteristicheUna caratteristica del dialetto veronese che ne denuncia la derivazione galloromanza è la presenza obbligata ed enclitica del pronome personale nelle interrogative dirette: ad esempio "Vienlo o no?" (viene o no?); "Vuto vegnar con noantri?" (vuoi venire con noi?) assieme a quasi tutti le altre varianti della lingua veneta (vienlo? , vutu? /vóstu? / vóto? , magnèo?) escluso solo il veneziano moderno.
Un'altra caratteristica, comune in tutti i dialetti veneti, è il pronome clitico, posto tra soggetto e predicato nella seconda persona singolare e nella terza sia singolare che plurale: ti te compri (tu compri), Marco el magna (Marco mangia), i cani i baia (i cani abbaiano). Questi pronomi, inoltre, stabiliscono il senso della frase al posto delle desinenze dei verbi: el parla/i parla (parla/parlano), te compravi/compravi (compravi/compravate).
Per quanto riguarda la fonetica, un tratto tipico del veronese in comune con il bellunese, con il polesano e con le parlate della Laguna Veneta (eccetto Venezia ) è che la L viene sempre pronunciata piena e mai evanescente cosicché "bała" viene pronunciata semplicemente "bala" , "scóła" viene pronunciata "scóla" ed infine "ciàcołe" si pronuncia semplicemente "ciàcole" (laddove le altre varianti pronuncerebbero "bàea, scóea, ciàcoe").
Caratteristico solo del veronese è invece l'interrogativo "ci": "ci sìto? ci èlo? ci èlo ci? ci ghe dirli?"
Esempio di poesia in VeroneseIl più grande esponente letterario del dialetto veronese è forse da considerarsi Berto Barbarani, a cui è dedicata anche una statua nel centro di Verona, in Piazza delle Erbe. Ecco un esempio di veronese letterario nella sua poesia Quà dove l'Adese:
Quà, dove l’Adese, sensa fermarse Qui dove l'Adige, senza fermarsi
rompe nei ponti la so canson, Rompe nei ponti la sua canzone
stao atento ai versi che pol negarse, sto attento ai versi ke possono annegare
li tiro a riva, col me baston... li porto a riva, con il mio bastone...
Li tegno al suto, li meto al caldo li tengo all'asciutto, li metto al caldo
parchè i renvegna, che i ciapa fià, cosicché tornino in se, cosi che prendano fiato
li mando a spasso sul Montebaldo li mando a passeggiare sul MonteBaldo
che li fa degni de sta çità. che li rende regni di questa città
Quando jè svelti, libari e pronti, quando son svelti, liberi e pronti
ridoti a l’uso de la rason, ridotti all'uso della ragione
mi che me godo guardar dai ponti, io che mi diverto a guardare il paesaggio dai ponti
rompo ne l’Adese la me canson... rompo nell'Adige la mia canzone
Canto i molini, canto le ciese, canto i mulini, canto le chiese
co la me solita sincerità, con la mia sincerità di sempre
canto le done del me paese canto le donne del mio paese
de un bel simpatico che no se sa... cosi bene che non si sa
Se la me vita de tuti i giorni se la mia vita di tutti i giorni
la va via ciara, canto così: va via chiara, liscia, canto così:
se la fortuna la me fa i corni,se la fortuna mi fa le corna
màstego amaro par tuto un dì; mi rodo per tutto il giorno
me scondo drento de ‘na ostaria, mi nascondo dentro un'osteria
nego la rabia drento nel vin … annego la rabbia nel vino
Torna l’alegra malinconia, torna l'allegra malinconia
caval del mato del me destin ! cavallo pazzo del mio destino
da Wikipedia
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